App. Torino 4 febbraio 2019

La Corte d’Appello di Torino, con sentenza del 4 febbraio 2019, ha affermato che l’art. 2, comma 1, d.lgs. 81/2015 individua un tertium genus che si viene a porre tra il lavoro subordinato di cui all’art. 2094 c.c. e la collaborazione come prevista dall’art. 409 c.p.c., evidentemente per garantire una maggiore tutela alle nuove fattispecie di lavoro che, a seguito della evoluzione e della relativa introduzione sempre più accelerata delle recenti tecnologie, si stanno sviluppando. La fattispecie postula un concetto di etero-organizzazione in capo al committente che viene ad avere il potere di determinare le modalità di esecuzione della prestazione lavorativa del collaboratore e cioè la possibilità di stabilire i tempi e i luoghi del lavoro. Pur senza sconfinare nell’esercizio del potere gerarchico e disciplinare, la collaborazione è qualificabile come etero-organizzata, quando è ravvisabile una effettiva integrazione funzionale del lavoratore nella organizzazione produttiva del committente e si pone come qualcosa che va oltre alla semplice coordinazione di cui all’art. 409 c.p.c. Alla fattispecie si applicano le norme di tutela tipiche del lavoro subordinato, escluse quelle sui licenziamenti che porterebbero invece al disconoscimento della natura autonoma del rapporto.