Il Tribunale di Firenze, con sentenza 528/2019, ha affermato che i contratti di prossimità stipulati ai sensi dell’art. 8 del D.L. 138/2011, per essere considerati validi, devono prevedere deroghe che, da un lato, non siano contrarie a norme inderogabili e, dall’altro, siano finalizzate al raggiungimento di precisi obiettivi. Il Tribunale ha rilevato che i contratti di prossimità, introdotti dall’art. 8 del D.L. 138/2011, consentono alle aziende di derogare rispetto alla disciplina delle disposizioni di legge e dei contratti collettivi, in riferimento ad alcune materie, tra le quali gli impianti audiovisivi, i controlli a distanza, le mansioni, l’inquadramento dei dipendenti, le tipologie contrattuali atipiche ed ancora la cessazione del rapporto e le eventuali trasformazioni dello stesso. Per il Giudice, le predette deroghe devono comunque rispettare la Costituzione, le norme comunitarie e le convenzioni internazionali in materia di lavoro. Applicando tali principi al caso di specie, il Tribunale ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore, sul presupposto che il meccanismo di sotto-inquadramento dei neoassunti, previsto nel contratto di prossimità, era solo formalmente collegato all’obiettivo della maggiore occupazione, non prevedendo l’azienda alcun intervento concreto in merito.